"Si sedette davanti allo specchio, sciolse le trecce, e spazzolò i ricci sciolti sulle spalle magre, indossò una camicia morbida e, infilandosi sotto le coperte, si preparò ad accogliere don Francesco. Cercò nel buio di scaldarsi soffiando sulle mani. L'attesa si protraeva, e lei cominciò a giocare com'era solita fare tutte le sere nella sua stanza prima di addormentarsi. Mosse veloce le gambe e scalciò in ogni direzione, esplorò il letto scivolando sulla pancia come un serpente, dimenticando completamente perché era lì. E quando di colpo si ricordò del marito arrossì: cosa avrebbe potuto pensare don Francesco se l'avesse vista in quel momento? Riguadagnò la sua parte di letto, poggiò la testa sui cuscini, lisciò il lenzuolo finché non scomparvero tutte le pieghe, poi con le braccia poggiate sul risvolto rimase ferma ad aspettare, ripetendo a mente le raccomandazioni che aveva ricevuto dai genitori. Il soffitto affrescato con un volo di colombe le ricordò il cielo di contrada Malìa... e allora (...)".
Qualcuno mi urtò. Mi voltai e intravidi la schiena di un cliente stretto in un cappotto grigio. Ripresi fiato emergendo dalla lettura e immediatamente mi rituffai fra le pagine, incurante dello sguardo di disappunto del commesso. Non ricordavo più dov'ero nemmeno io e raggiunsi Romilda alla villa di Francesco Ventimiglia ancora una volta.
" - Che scimunita! Quasi mi dimenticavo! - esclamò colpendosi la fronte con il palmo della mano. Quindi frugò tra le sue cose accatastate in un angolo della camera e corse di nuovo al suo posto. Con gli occhi fissi alla porta, sollevò prima il lenzuolo, poi la camicia, e si affrettò a sbriciolare un cannolo di manna tra pollice e indice. Fece cadere quella polvere bianca tra le gambe, su quella parte che le era permesso solo pensare e mai nominare."
Richiusi le pagine, quasi a custodire un segreto, mentre le luci spente della libreria mi invitavano ad uscire. Mi ritrovai di nuovo in quel centro commerciale dove tutto appariva anonimo. Il segreto di quella manna sbriciolata tra le gambe, però, mi rimase nella testa e nel cuore.